SARS-CoV-2: conosciamo meglio il nuovo coronavirus

Il nuovo coronavirus, SARS-CoV-2 semina panico nel mondo: scopriamo cos'è, dove è nato, cosa c'entrano i pipistrelli e perché appare tanto pericoloso.

Con il termine "Coronavirus" si intende un'ampia famiglia di virus il cui nome deriva dalla caratteristica presenza di punte (spike) sulla superficie che conferiscono loro il classico aspetto a "corona". Sono distinti in diverse sottofamiglie identificate con lettere greche a seconda che infettino mammiferi o uccelli.

I coronavirus sono infatti numerosi nel regno animale (circolano anche tra gli animali domestici) ma generalmente non attaccano l'uomo. Solo in alcune condizioni si verifica il trasferimento all'uomo del coronavirus il quale si adatta alla specie umana dando origine a una nuova infezione (effetto chiamato spill-over o salto di specie).

Alcuni coronavirus circolano abitualmente tra la popolazione umana causando di solito malattie del tratto respiratorio superiore da lievi a moderate (come il comune raffreddore) che durano per un breve periodo di tempo. I sintomi sono quelli più comuni: naso che cola, mal di testa, tosse, raffreddore, gola infiammata, febbre, malessere generale. In alcuni casi, in particolare nei soggetti affetti da patologie croniche dell'apparato cardio-vascolare e respiratorio, negli immunodepressi, nei bambini e negli anziani, l'infezione può riguardare il tratto respiratorio inferiore e causare malattie più gravi come polmoniti e bronchiti.

Ciò che differenzia le infezioni comuni dalle nuove epidemie causate da coronavirus è dovuto al fatto che quando i virus circolano da tempo la popolazione è immunizzata ovvero ha gli anticorpi per far fronte al patogeno.

I virus nuovi, invece, rappresentano una minaccia poiché il nostro sistema immunitario non li riconosce e quindi non ha la capacità immediata di far fronte all'infezione.

Inoltre non sono ancora disponibili vaccini e terapie farmacologiche adeguate e questo fa sì che il nuovo virus circoli indisturbato nella popolazione. Ma è ciò che accade da sempre: la peste nera e l'influenza spagnola sono due esempi di epidemie che hanno decimato la popolazione nel passato.

In tempi più recenti, importanti epidemie sono state causate da coronavirus: la SARS (Sindrome respiratoria acuta grave) che nel 2003 causò più di 700 decessi e la MERS (sindrome respiratoria mediorientale) responsabile di più di 800 morti nel 2012. In entrambi i casi, i virus sono stati trasferiti all'uomo dagli animali: zibetti nel caso della SARS, cammelli e dromedari per la MERS.

Conosciamo meglio il nuovo coronavirus

Innanzitutto facciamo chiarezza su termini e sigle:

  • Coronavirus: termine che indica una famiglia di virus che causano infezioni simil-influenzali
  • 2019-nCoV: primo nome (provvisorio) del coronavirus di Wuhan
  • SARS-CoV-2: nome definitivo del coronavirus di Wuhan annunciato l'11 febbraio dal Gruppo di Studio sul Coronavirus del Comitato Internazionale per la tassonomia dei virus. In base alle indagini sulla sequenza genetica, il nuovo coronavirus è stato formalmente associato a quello della SARS denominato SARS-CoV (è importante non confondere i due virus che causano due patologie diverse)
  • COVID-19: malattia causata dal coronavirus SARS-CoV-2

SARS-CoV-2 è stato isolato e il suo genoma sequenziato. Secondo i dati finora raccolti, esso condivide:

  • l'88% della sequenza genetica con quella di altri due coronavirus che albergano nei pipistrelli
  • il 79% con la sequenza genetica del virus della SARS
  • il 50% con la sequenza genetica del virus che causa la MERS.

Le evidenze, quindi, sembrano confermare che l'origine del coronavirus che sta preoccupando il mondo sia da ricercare nei pipistrelli.

Attenzione, però: i pipistrelli rappresentano solo il serbatoio del virus, ma non è stato ancora identificato l'animale intermedio che sarebbe responsabile della trasmissione all'uomo. Alcuni studi parlano di serpenti e pangolini ma non ci sono al momento conferme.

Anche il serbatoio del virus della SARS è stato individuato nei pipistrelli. Perché questi animali ospitano i coronavirus senza esserne vittime?

A quanto pare i fattori determinanti sono una risposta immunitaria molto efficiente contro le infezioni e un metabolismo accelerato (a causa del volo) che rendono i pipistrelli capaci di contrastare infezioni gravi che in altre specie porterebbero alla morte. Inoltre la formazione di colonie numerose in piccoli spazi, la capacità di adattarsi ad ambienti diversi e di raggiungere aree estese facilita la diffusione dei virus in essi contenuti.

I pipistrelli sono ormai riconosciuti come serbatoi naturali di oltre 100 diversi virus tra cui SARS-CoV, MERS-Cov, virus Ebola, virus della Rabbia e i coronavirus che infettano l'uomo e che causano ad esempio i comuni raffreddori.

Confrontando i numeri delle diverse epidemie causate da coronavirus, si rileva una efficienza di contagio molto marcata nel caso del SARS-CoV-2:

  • SARS-CoV: 8096 casi, 774 decessi con una letalità del 9,6% in due anni (dal 2004 non si sono più verificati casi anche se il virus è ancora presente nei pipistrelli)
  • MERS-CoV: 2494 casi, 858 decessi con una letalità del 34,4%
  • SARS-CoV-2: 81027 casi, 2763 morti con una letalità del 2-3% (dati aggiornati al 26 febbraio)

Nonostante il confronto della sequenza genetica avvicini il nuovo coronavirus al virus della SARS, il comportamento è molto diverso: SARS-Cov-2 è molto più virulento ma, stando ai dati attuali, meno preoccupante. I decessi finora documentati sono infatti riferiti quasi sempre a soggetti in cui il virus contribuisce a un quadro clinico già compromesso (ad esempio problemi cardio-respiratori).

Per avere una visione più ampia, è bene sapere che il virus Ebola (che ha una letalità del 50%) circola ancora in Congo e rappresenta tutt'ora un'emergenza Internazionale di Salute Pubblica per l'Oms.

Un aspetto importante delle infezioni virali è rappresentato dal tasso netto di riproduzione (R0) ovvero il numero che quantifica quanti casi secondari sono attesi in seguito a una singola infezione in una popolazione suscettibile.

In sostanza, questo valore ci dà un'indicazione approssimativa di quanti contagi si possono verificare da una persona che risulta affetta da un nuovo virus.

Se, ad esempio, si calcola un valore di R0 pari a 2 significa che ogni malato infetterà due persone.

Chiaramente, maggiore è il valore di questo parametro maggiore sarà il rischio di diffusione dell'epidemia.

Il 23 gennaio l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha fornito una stima preliminare per il fattore R0 del coronavirus SARS – CoV-2 tra 1,4 e 2,5, aggiornata il 3 febbraio a 1,4-3,8.

Questi valori sono però il frutto di dati in continua evoluzione e quindi soggetti a rettifiche.

Stando ai numeri attuali, quindi, il COVID-19 ha una diffusione abbastanza rapida seppur minore ad esempio, del morbillo che mostra un R0 tra 11 e 18.

R0 dipende da diversi fattori alcuni dei quali (ad esempio la durata dell'infettività) non possono essere modificati senza un vaccino o un trattamento specifico.

L'elemento su cui si può intervenire al momento è solo la probabilità di trasmissione: osservando le più comuni norme igieniche è possibile ridurre il contagio di una malattia che ha molto in comune con i virus dell'influenza.

L'infezione da SARS-CoV-2 si trasmette principalmente attraverso il contatto diretto con i casi sintomatici. Secondo quanto dichiarato dall'OMS nel Situation Report-12 del 2 febbraio, si è a conoscenza di trasmissione da casi asintomatici ma se ne sottolinea la rarità in relazione anche agli studi già condotti sui precedenti coronavirus.

SARS-CoV-2 è un virus che al momento non deve spaventare.

Fortunatamente ha un tasso di mortalità basso e comunque legato a soggetti già afflitti da patologie importanti. Secondo gli studi epidemiologici, ogni secolo conosce da tre a quattro epidemie significative causate da virus che riescono a effettuare lo spill-over e passare dagli animali all'uomo. Le notizie che circolano in rete spesso non sono rassicuranti, le critiche politiche alimentano dubbi e incertezze: si poteva fare di più? bisognava prepararsi meglio? È fondamentale affrontare la situazione con la necessaria lucidità affidandosi ai canali ufficiali per le notizie ed evitando di dare adito a speculazioni che approfittano di quel sentimento pericoloso che è la paura.

Come ribadito il 26 febbraio dal Ministro della Salute Roberto Speranza nell'Informativa urgente alla Camera, è importante che di fronte alle emergenze ci sia unità nel Paese e soprattutto bisogna fidarsi e affidarsi ai nostri scienziati e seguire le direttive indicate dal Governo.

Biblio/sitografia:

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/aggiornamenti

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/faq

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/trasmissione-prevenzione-trattamento

https://www.ecdc.europa.eu/en/current-risk-assessment-novel-coronavirus-situation

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5351&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto

https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-dichiarazione-internazionale

https://www.who.int/emergencies/diseases/novel-coronavirus-2019

https://www.who.int/news-room/q-a-detail/q-a-coronaviruses

http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/homeNuovoCoronavirus.html

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