Sindrome di Lazzaro: i rari casi di resurrezione riconosciuti dalla medicina

La sindrome di Lazzaro è un fenomeno, riconosciuto dalla comunità scientifica, che provoca il risveglio inspiegabile di pazienti morti per infarto.

Nel 2015 una bambina di 11 mesi, originaria di Rochester, viene dichiarata morta per infarto. I medici tentano di rianimarla ma alla fine sono costretti a dare la triste notizia ai genitori. Dopo averle staccato il respiratore, però, accade qualcosa di inspiegabile: la bambina riprende a respirare in completa autonomia, il cuore ricomincia a battere e la sua pelle riacquista il normale colorito. Il team del dottor Louis Daugherty, professore associato di Pediatria all'University of Rochester Medical Center, non ha una spiegazione per quel fenomeno che ha qualcosa di miracoloso.

Sindrome di Lazzaro: la medicina si interroga

Il dottor Vedamurthy Adhiyaman, Geriatra al Glan Clwyd Hospitale (Galles del nord), esegue per 15 minuti le manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) su un anziano colpito da infarto senza ottenere alcuna risposta. Al termine della rianimazione, quando ormai non ci sono più speranze per i medici e i parenti, l'uomo riprende a respirare autonomamente ma entra in uno stato di coma e muore tre giorni dopo.

Accusato dai parenti della vittima, il dottor Adhiyaman intraprende una dettagliata analisi di casi simili nella letteratura medica e riesce a individuare ben 38 casi di quel fenomeno che dal 1993, grazie al medico anestesista Jack Bray, prende il nome di sindrome di Lazzaro.

Le evidenze scientifiche sono dalla sua parte e il medico viene scagionato dalle accuse di negligenza.

Nella letteratura medica, fino al 1982 non ci sono tracce di risvegli inspiegabili post-infarto ma da quell'anno, i casi ammontano a 35 secondo un articolo pubblicato da un team di ricercatori della McGill University nel 2010. Dai ricercatori tedeschi arrivano invece notizie di ben 45 casi.

Gli ultimi casi accertati di sindrome di Lazzaro riguardano un 65enne malaisiano che si è risvegliato dopo 40 minuti (2012), un 89enne del New Heaven che ha riaperto gli occhi dopo soli 5 minuti (2013), un 67enne in Danimarca e la piccola di 11 mesi a Rochester (2015).

In realtà i dati potrebbero essere sottostimati poiché la sindrome di Lazzaro riguarda casi che, non solo non hanno ancora una spiegazione scientifica accertata, ma possono dare avvio a imbarazzanti conseguenze sia professionali sia legali.

Dichiarare ai parenti della vittima che il loro congiunto è morto e poco dopo avvertire che ci si era sbagliati va ben oltre l'etica professionale ed espone i medici ad accuse legali incontestabili. È quindi probabile che errori di questo tipo, se di errori si può parlare, siano stati occultati di proposito. Inoltre c'è da sottolineare che è necessario il consenso dei parenti delle vittime affinché i casi siano riportati pubblicamente.

La sindrome di Lazzaro è stata quindi riconosciuta dalla comunità scientifica.

I riflettori della scienza si sono quindi accesi su quei rari casi di resurrezione le cui comparazioni hanno permesso di rilevare alcuni aspetti comuni.

Un articolo pubblicato nel 2007 sul Journal of Royal Society of Medicine rivela alcuni dati comuni:

  • i risvegli inspiegabili si verificano sempre in seguito alle manovre di rianimazione cardiopolmonare e in media 7 minuti dopo il termine
  • la maggior parte dei pazienti "risorti" muore comunque subito dopo il risveglio ma nel 35% dei casi si verifica una completa ripresa del paziente che viene dimesso senza riportare danni neurologici significanti
  • non è influenzato dalla durata delle manovre di rianimazione cardiopolmonare né dal tempo che intercorre tra la dichiarazione di morte e il risveglio

Sindrome di Lazzaro: le cause

Tutti i casi verificati di sindrome di Lazzaro sono associati a RCP ovvero alle pratiche di rianimazione cardiolpolmonare che i medici mettono in atto al fine di stimolare il cuore a riprendere la sua attività.

Le dinamiche che coinvolgono il sistema cardiocircolatorio e quello polmonare durante la RCP potrebbero spiegare anche i casi di risvegli anomali.

Eccessiva iperinflazione

Alcuni medici ritengono che un'eccessiva ventilazione durante le manovre di rianimazione aumenti in maniera anomala la pressione dei polmoni. Questa condizione, secondo gli esperti, limiterebbe l'afflusso di sangue al cuore (già scarso durante l'arresto) ottenendo, in pratica, l'effetto opposto a quello sperato. Una volta terminata la ventilazione, la pressione nei polmoni tornerebbe a valori tali da permettere che il sangue torni al cuore riattivandolo.

Mancata azione dei farmaci

Durante l'intervento dei medici, al paziente colpito da infarto vengono somministrati alcuni farmaci (calcio, glucosio, insulina) che abbassano i livelli di potassio nel sangue al fine di evitare aritmie fatali. Se però il flusso sanguigno è interrotto o rallentato, i farmaci non raggiungono in tempo il bersaglio. Quando la pressione polmonare si ristabilizza e il sangue ritorna in circolo, i farmaci riescono a riprodurre il loro effetto causando una ripresa ritardata dell'attività cardiaca che è alla base del fenomeno della sindrome di Lazzaro.

Sulla base delle evidenze medico-scientifiche, il dottor Adhiyaman, ormai esperto della sindrome di Lazzaro, consiglia di attendere 10-15 minuti dal termine dalla RCP (rianimazione cardiopolmonare).

"La morte non è un evento, è un processo. Avviene gradualmente, man mano che gli organi smettono di funzionare. Quindi, fino a che non si è assolutamente certi, non bisogna certificare la morte".

Quanto aspettare per certificare la morte del paziente ed evitare casi di risvegli come la sindrome di Lazzaro?

L'Istitute of Medicine indica 5 minuti dal termine della RCP, per l'American Society of Transplant Surgeon e la Society for Critical Care Medicine bastano appena 2 minuti.

Perché tanta fretta? Dietro l'urgenza dei medici di dichiarare morto un paziente c'è l'attesa di milioni di malati che aspettano un organo per sopravvivere o migliorare la qualità della propria vita. Affinché gli organi siano trapiantabili è necessario che siano rimossi in fretta al fine di limitare i danni da afflusso sanguigno smesso.

In Italia, la legislatura prevede criteri molto più cautelativi riguardo i tempi di attesa per la certificazione di morte: è necessario documentare la totale assenza di attività cardiaca con un elettrocardiogramma della durata di almeno 20 minuti.

Accusare i medici di negligenza laddove non esistono linee guida ben definite dalla comunità scientifica è controproducente. La sindrome di Lazzaro è un fenomeno ancora poco noto e soprattutto rarissimo che potrebbe essere la conseguenza della rianimazione applicata in seguito a un infarto ma potrebbe anche essere dovuto ad altre cause.

Al momento non ci sono indicazioni precise che possano indirizzare i medici riguardo le tempistiche e le procedure da applicare. È quindi indispensabile fidarsi del parere degli esperti nell'attesa che la ricerca scientifica faccia luce su un fenomeno che, anche se raro, desta l'interesse della medicina e dell'opinione pubblica.

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Bibliografia/Sitografia

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2121643/

https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/0141076807100012013

https://medicine-handbook.com/blog/the-lazarus-phenomenon/

https://www.issalute.it/index.php/la-salute-dalla-a-alla-z-menu/a/accertamento-di-morte

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