Cos'è il tumore: conoscerlo per curarlo

 Il tumore è una malattia subdola e silenziosa che assume forme diverse e sembra infierire sulla vita in maniera selvaggia e incontrollata. Molte persone ne parlano con il sottile timore di pronunciarne il nome, altre invece lo combattono con il coraggio della speranza ma la maggior parte della gente non sa da cosa effettivamente nasce un tumore e come progredisce.

I meccanismi che si celano dietro il male del secolo sono complessi e affascinanti ma cercheremo in questo articolo di approfondirli in maniera chiara e semplice perché spesso ciò che non si conosce fa più paura di quanto dovrebbe.

 

Il primo passo per entrare nelle complesse dinamiche dello sviluppo di un tumore è quello di conoscere la differenza tra una cellula sana e una cellula tumorale. Cosa le differenzia nella struttura e nel comportamento?

La cellula sana

Uno schema molto semplificato di una cellula permette di distinguere tre componenti principali: una membrana esterna che delimita il confine della cellula e regola gli scambi con l'esterno; un nucleo centrale che contiene il DNA; il citoplasma, il fluido che accoglie numerosi organuli e permette il movimento delle molecole tra nucleo e membrana.

A prescindere dal grado di semplificazione di questo articolo, la cellula rappresenta in realtà un microcosmo complesso e articolato. Benché nati da una singola cellula, ogni struttura del nostro corpo è composta da cellule che si differenziano l'una dall'altra per struttura e funzioni: le cellule muscolari sono ben diverse dai neuroni, così come una cellula epatica ha poco in comune con una piastrina.

 

L'organizzazione cellulare riguarda anche la disposizione nei tessuti: le cellule sono in grado di comunicare tra loro per determinare la crescita di organi e tessuti in maniera controllata e ordinata. Disposte l'una accanto all'altra, le cellule crescono e si riproducono solo fino a quando c'è spazio da riempire fermandosi quando vengono a contatto tra loro o con altri substrati (inibizione da contatto).

La vita di una cellula sana è regolata da reazioni chimiche che le sottopongono a un ciclo vitale ben preciso che termina con l'apoptosi, il processo di morte programmata che viene attivato in seguito all'invecchiamento cellulare o a un danno subito. Anche la duplicazione cellulare è strettamente controllata dalle condizioni della cellula e dell'ambiente circostante.

La cellula tumorale

La cellula tumorale in fase avanzata è facilmente riconoscibile: presenta una forma irregolare e, in relazione all'evoluzione del tumore, essa perde il grado di differenziazione tipico delle cellule sane. In altri termini, se una cellula della pelle diventa tumorale, a uno stadio avanzato non conserva più le caratteristiche tipiche della cellula della pelle.

Ciò che caratterizza la cellula tumorale è la sua vitalità (per quanto questo possa sembrare un controsenso): eludendo i delicati equilibri fisiologici, la cellula tumorale è in grado di duplicarsi in maniera incontrollata perdendo l'inibizione da contatto e dando origine a disordinati agglomerati di cellule.

Non solo. La cellula tumorale è anche in grado di "bloccare" i normali processi fisiologici che portano alla morte cellulare meritandosi a pieno titolo l'appellativo "immortale".

[Per saperne di più guarda il video: cellula sana e cellula tumorale]

Le cause del tumore

Cellula sana e cellula tumorale rappresentano i due estremi opposti di un processo lungo e complicato ancora in parte sconosciuto. Il tumore non insorge dall'oggi al domani, ma è il triste epilogo di un cammino che dura anni ed è dovuto all'accumularsi di mutazioni genetiche nel DNA. Le mutazioni sono dei cambiamenti chimici che riguardano la struttura del DNA e che vengono trasmesse dalla cellula madre alle cellule figlie.

  

La cellula, nella sua strabiliante organizzazione, è capace di riconoscere le mutazioni genetiche – che possono essere dovute a tanti fattori tra cui anche un "errore" accidentale durante la duplicazione del DNA – e possiede specifici sistemi di intervento che riparano i danni o, se sono troppo gravi, inducono la morte cellulare in modo che il danno (la mutazione) non sia trasmesso ad altre cellule.

Il tumore impiega molti anni per svilupparsi perché è una malattia che necessita di un accumulo di mutazioni nella stessa cellula.

Nel mondo in cui viviamo, siamo continuamente bombardati da messaggi di prodotti o elementi cancerogeni nel cibo che mangiamo, nell'aria che respiriamo, nella materia con cui entriamo a contatto. Se bastasse così poco per generare mutazioni nelle nostre cellule, il tumore sarebbe comunissimo e forse ci estingueremmo in breve tempo.

 

Per lo sviluppo di un tumore è necessario accumulare in una cellula almeno 6-7 mutazioni ed è per questo motivo che si parla di tumori quasi sempre dopo una certa età. Ci sono, però, alcuni tumori che necessitano di 2-3 mutazioni: è il caso delle leucemie e dei sarcomi che affliggono invece la popolazione più giovane.

Il decorso del tumore: le mutazioni genetiche

Non tutte le mutazioni concorrono alla formazione di un tumore. Le mutazioni genetiche più efficaci dal punto di vista tumorale sono quelle che influenzano la capacità di duplicazione della cellula.

 

Come abbiamo visto, in condizioni normali una mutazione del DNA viene riparata o, se ciò non è possibile, la cellula viene spinta a "suicidarsi" (apoptosi). Capita, però, che una mutazione non venga rilevata dal sofisticato sistema cellulare e che questa passi alle cellule figlie durante la mitosi: prima due, poi quattro, poi otto e così via.

  • Alcune mutazioni non sono dannose e passano inosservate, altre invece possono rappresentare il punto di partenza per un processo tumorale: si tratta di mutazioni che possono indurre la cellula a duplicarsi più del previsto eludendo i normali meccanismi di controllo. In questo caso si verifica un'iperplasia cioè un aumento anomalo del numero di cellule in una determinata sede (I stadio – iperplasia).

 

  • Tra queste cellule iperplastiche, può capitare che una di esse subisca una seconda mutazione che causa una duplicazione cellulare ancora maggiore, più disordinata, dando vita a cellule che cominciano a perdere la differenziazione tipica delle cellule da cui sono partite (II stadio – displasia lieve).

 

  • Tra le cellule displastiche, una cellula subisce una terza mutazione che accentua gli effetti della displasia: il blocco di cellule, disordinate e ormai indifferenziate, è esteso e dà origine a quello che viene definito tumore benigno (III stadio – displasia severa o tumore in situ).

 

  • Solo quando una delle cellule del tumore subisce un'ulteriore mutazione che la rende capace di lasciare il focolaio d'origine si passa allo stadio finale della malattia, il tumore maligno o cancro (IV stadio). In questa fase, una cellula tumorale passa nei vasi sanguigni e attecchisce nel primo tessuto utile che incontra cominciando a duplicarsi velocemente originando così un nuovo tumore. Questo processo è chiamato metastasi ed è ciò che realmente deve spaventare di un tumore: il fatto che una cellula così aggressiva raggiunga il sangue rappresenta il potenziale pericolo che essa possa diffondersi ovunque nell'organismo.

Continua a leggere qui: il tumore nei nostri geni - mutazioni di oncogeni e oncosoppressori.

 

 

 

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