50 anni e in sovrappeso: il segreto per vivere di più

 Meccanica o digitale, la bilancia è lo strumento più temuto e odiato da chi sa di non avere i conti in ordine con il peso corporeo. Se, per motivi estetici, i chili di troppo possono essere ancora ignorati, la salute può talvolta far scattare un campanello d’allarme. E allora si passano in rassegna le diete pubblicate sui blog dei vip, i consigli dei nutrizionisti, le tisane che promettono magie e i vari integratori e metodi miracolosi. Si mette in moto, così, una macchina commerciale alimentata da credenze e falsa pubblicità che sfrutta le debolezze personali.

 

 

Da oltreoceano arrivano invece ragionevoli rassicurazioni sull’importanza di avere qualche chilo in più per vivere meglio e più a lungo.

 

Lo studio guidato dal dott. Hui Zheng, professore associato di Sociologia alla Ohio State University, ha sottoposto a sondaggi biennali 10.000 partecipanti di 50-60 anni dal 1992 al 2008 per analizzare il grado di obesità in relazione al tasso di sopravvivenza. L’analisi è durata ben sedici anni durante i quali i partecipanti, divisi in sei gruppi in base al peso all’inizio del test, hanno riportato tassi di sopravvivenza ben distinti e in alcuni casi sorprendenti.

La classifica della longevità: premiato il peso corporeo
Di norma si è portati a credere che essere in sovrappeso provochi gravi danni alla salute che si traducono in un’aspettativa di vita più bassa ma, a quanto pare, questo concetto è destinato a essere riveduto sulla base dei risultati dello studio.

I ricercatori infatti hanno stilato una vera e propria classifica che vede ai primi posti gli individui più longevi e agli ultimi i gruppi più a rischio.

6° posto

Il tasso di sopravvivenza più deludente (l’ultimo posto della classifica) è attribuito ai soggetti che a cinquant’anni sono eccessivamente obesi con un peso che tende ad aumentare nel tempo.

5° posto

Stranamente, in fondo alla classifica troviamo anche gli individui normopeso che hanno la tendenza a perdere chili.

4° posto

Al quarto posto si collocano i cinquantenni meno obesi con tendenza all’aumento di peso.

3° posto

Salgono sul podio le persone che nel corso degli anni restano nel range normale del loro peso relativo all’altezza.

2° posto

Al secondo posto troviamo i soggetti leggermente obesi con peso stabile.

1°posto

In alto nella classifica, con tasso di sopravvivenza più elevato, dominano le persone leggermente in sovrappeso ma stabili.

 

A  cinquant'anni è più importante mantenere costante il peso corporeo che pensare alla dieta

L’indagine, che ha tenuto conto anche dei vari fattori demografici, socioeconomici e sanitari, pone importanti spunti di riflessione.

Innanzitutto toglie credito alle aride tabelle che pongono limiti al peso individuale: la valutazione del peso corporeo è un metodo che deve tener conto di diversi fattori, oltre a sesso e altezza anche base genetica, ambiente psico-sociale e, in linea con i risultati, soprattutto l’età.

 

Come spiegano i ricercatori, avere un po’ di chili in più a cinquant’anni può essere una funzione protettiva perché con l’avanzare degli anni l’inevitabile esposizione ad alcuni disturbi nonché a malattie gravi come il cancro provoca una conseguente perdita di peso. Affrontare questa situazione con un po’ più di riserve aiuta a contrastare le carenze nutrizionali ed energetiche, gli stress metabolici, la comparsa di deperimento e la fragilità legata a perdita di densità muscolare e ossea.

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L’indagine rivela quindi che non è tanto importante il peso effettivo quanto la costanza nel mantenerlo. Gli individui che accumulano peso presentano un tasso di sopravvivenza più basso perché in questi casi si incorre in problemi di salute che incidono pesantemente sulla qualità della vita ma anche coloro che perdono peso nel tempo non sono propensi a vivere a lungo poiché la perdita di peso dopo i cinquant’anni è in genere legata all’insorgenza di patologie.

 

Fermo restando che il discorso non è valido per i giovani – per i quali essere in sovrappeso o peggio obesi è un aspetto da combattere – tutti i cinquantenni che allenano lo spirito di sacrificio a tavola, possono finalmente tirare un sospiro di sollievo: se la bilancia segna qualche chilo di troppo, tenetevelo stretto!

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