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Sincronicità: le coincidenze non sono un caso

sincronicità: le coincidenze  non sono un caso

 

A chi non è mai capitato di pensare a una persona e ricevere poco dopo una sua telefonata? Oppure avere in regalo quell'oggetto che desideravamo ma di cui non avevamo parlato a nessuno? Telepatia o premonizione, cosa si cela dietro quegli eventi che sembrano frutto di qualcosa che va oltre il caso? In realtà non esiste una risposta certa e univoca a interrogativi di questo tipo poiché si tratta di ambiti ancora inesplorati che coinvolgono la psiche umana ma che spesso vengono derisi da chi crede fermamente nel caso.

 

Eppure nei desideri più profondi di ogni essere umano giace quella piccola speranza che ci sia qualcosa di speciale e indefinito che ci lega alle persone che abbiamo attorno, al partner, ai figli, alla famiglia. Il filo rosso della famosa leggenda giapponese secondo il quale alcune persone sono destinate prima o poi a incontrarsi.

 

Chiunque può raccontare storie personali o familiari in cui coincidenze sorprendenti hanno permesso un incontro che ha dirottato le vite di qualcuno verso direzioni inattese. Il destino o, per chi è credente, la mano di un dio che influenza il corso degli eventi per portarci a una destinazione che forse altrimenti non prenderemmo mai.

 

Jung e la sincronicità

La sincronicità, termine coniato da Jung, famoso psicoanalista svizzero del ventesimo secolo, è un concetto legato alle coincidenze "speciali", le coincidenze che, per l'individuo coinvolto, presentano un importante valore intrinseco.

 

Le coincidenze sono eventi acasuali (cioè non decisi a priori da qualcuno) che accadono simultaneamente. È una coincidenza che il semaforo diventi verde proprio mentre ci avviciniamo alla linea d'arresto così come è una coincidenza trovare un'amica all'ingresso del supermercato. Eventi quotidiani che non destano la nostra attenzione. Ma se quell'amica che incrociamo al supermercato è una persona che non vediamo da anni e che, stranamente, abbiamo ricordato proprio quella mattina, allora si tratta di una coincidenza sincronistica.

 

La sincronicità assume ragion d'essere solo nel caso in cui le coincidenze hanno un significato speciale per le persone coinvolte.

 

Nel libro "Nulla succede per caso in amore" Robert H. Hopcke, psicoterapeuta americano di stampo junghiano, spiega così il valore degli eventi sincronistici:

 

"[...]non è l'improbabilità, per quanto elevata, del verificarsi di una coincidenza a renderla sincronistica, ma è l'importanza del significato che essa assume per il soggetto coinvolto".

La spiegazione che Jung fornisce al verificarsi di eventi sincronistici è l'esistenza di un sapere assoluto che tutti noi possediamo e che, in alcuni casi, si mostra a nostra insaputa.

Non si tratta, però, di un concetto nuovo: numerosi filosofi, da Platone a Schopenhauer, hanno parlato di una connessione importante tra il mondo materiale e quello immateriale responsabile di ciò che siamo e di ciò che accade. Una realtà superiore e intelligente (un dio, se vogliamo) che "indirizza" il mondo materiale. Senza addentrarci in spinose questioni filosofiche, possiamo semplificare il concetto nell'affermazione che tutti gli esseri viventi sono interconnessi tra loro, fanno parte di un'unica entità. In quest'ottica, assumono significato anche le coincidenze sincronistiche.

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Il legame tra sincronicità e fisica quantistica

Per alcuni anni, Jung approfondisce i suoi studi sulla sicronicità anche grazie alla collaborazione del fisico Wolfgang Ernst Pauli, uno dei fondatori della meccanica quantistica e Premio Nobel per la fisica, con il quale instaura una lunga corrispondenza.

Senza addentrarci in spiegazioni complesse, possiamo evidenziare un interessante aspetto della fisica quantistica cioè quello dell'entaglement. È stato ampiamente dimostrato che se due particelle vengono fatte reagire in condizioni opportune e poi separate, i valori di alcune variabili di una particella influenzano istantaneamente quelli dell'altra. In teoria senza alcun limite di distanza.

Un concetto complesso che potrebbe finalmente spiegare fenomeni ancora incompresi come la telepatia ma anche il verificarsi di coincidenze sincronistiche.

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Alcune coincidenze cambiano il corso della nostra storia

Secondo la teoria quantistica, quindi, non è più possibile definire isolato un essere vivente (ma anche qualsiasi altra forma della materia). L'uomo è in grado di stabilire una connessione, a livello subatomico, con altri esseri viventi, con la natura e la materia che ci circonda.

È chiaro che scoperte di questo tipo aprono la strada a interpretazioni diverse che necessitano in ogni caso di adeguate verifiche. Pur non confermando il valore "soggettivo" delle coincidenze sincronistiche, la scienza non può tuttavia negarlo.

Lo scetticismo è di rigore, ma spesso l'esperienza personale insegna molto più di mille teoremi: l'interpretazione che possiamo dare a determinate coincidenze che (soltanto per noi) hanno un valore intrinseco innegabile, ci dona una visione diversa della vita. L'idea che il nostro stato emotivo, il nostro pensiero o desiderio possano giungere a una persona che in qualche modo è stata legata a noi (entaglement) ci fa sentire parte di un tutto unico e indivisibile.

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Forse arriverà il giorno in cui anche le coincidenze saranno "oggettivate" da formule matematiche, per ora possiamo affidarci ai tanti esempi di coincidenze significative che hanno sancito eventi importanti come, ad esempio, la nascita di una relazione.

Che sia la forza del nostro pensiero a determinare certi incontri o la volontà di un'entità superiore o semplicemente la necessità di riunire ciò che è stato diviso, resta il fatto che la sincronicità continuerà ancora a circondarsi di quell'alone di mistero che fa della nostra vita un dono prezioso e spesso sottovalutato.

 

 

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