stretta di mano: quale significato nasconde

Il linguaggio del corpo ci insegna a distinguere la stretta di mano autentica da quella forzata e ambigua: scopriamo i segnali da non lasciarsi sfuggire.

La stretta di mano è uno dei gesti più antichi e significativi tramandati attraverso i secoli. È il gesto di saluto più adatto durante le presentazioni e in contesti professionali, ma è anche un modo per trasmettere e percepire emozioni e stati d'animo.

 

Ci sono diversi aspetti da valutare quando si stringe la mano di qualcuno – la forza della stretta, la distanza tra i corpi, la posizione del palmo della mano – ma è importante conoscere anche i diversi tipi di stretta di mano in modo da comprendere immediatamente il grado di interesse che la persona nutre nei nostri confronti.

L'intensità della stretta di mano è uno dei primi aspetti che ci colpiscono: una stretta di mano troppo forte trasmette aggressività e voglia di predominare, una stretta "molle" invece è spesso indice di una personalità timida e priva di carattere.

Anche la durata della stretta di mano dev'essere adeguata: in media circa dieci secondi e con non più di due-tre oscillazioni.

Attenzione al palmo della mano: tendere la mano con il palmo rivolto verso il basso indica la propensione a dominare; al contrario, il palmo rivolto verso l'alto trasmette poco carattere.

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Qual è la strada migliore per una stretta di mano efficace che dia un'ottima impressione?

Di sicuro quella che evita tutti gli errori appena visti, quindi: palmo perpendicolare al suolo, stretta di mano calibrata alla giusta intensità (attenzione se si tratta di anziani e bambini!) e durata non eccessiva.

Da ricordare poi che ci sono gerarchie da rispettare soprattutto in ambito lavorativo: in genere è il "capo" a porgere per primo la mano e, se vogliamo rispettare il galateo, mai porgere la mano a una donna se non è lei la prima a farlo.

La stretta di mano spesso avviene in modi particolari che possono trasmettere un preciso stato d'animo. Vediamo come riconoscerli.

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Stretta di mano con testa inclinata

È un gesto che viene eseguito inclinando la testa verso la spalla (destra o sinistra non fa differenza) ed esterna l'intenzione di voler guardare l'altro da una prospettiva leggermente diversa.

Il gesto è dovuto ad un sottile senso di sospetto nei confronti di chi ci stringe la mano o di ciò che sta dicendo.

Stretta di mano con braccio teso e rigido

Tenere il braccio molto teso durante una presentazione o una stretta di mano, equivale alla volontà di "tenere le distanze" con l'interlocutore. La rigidità muscolare è inoltre un indicatore di disagio.

È evidente, quindi, che una stretta di mano con braccio teso trasmette fastidio nei confronti di chi ci sta di fronte, di ciò che dice o anche del contesto in cui ci si trova. Spesso reagisce in questo modo chi è costretto a presentarsi ma ne farebbe volentieri a meno.

Stretta di mano con entrambe le mani

Si usano entrambe le mani in genere quando si tratta di un commiato, spesso accompagnato da parole d'occasione.

In realtà il gesto potrebbe avere anche un'altra valenza: coprire con l'altra mano il saluto, può anche indicare l'intenzione di voler nascondere qualcosa. È quindi un atteggiamento da considerare attentamente in relazione al contesto.

 

Stretta di mano toccando la spalla

Stringere la mano toccando con l'altra la spalla dell'interlocutore è un gesto affettuoso e paternalistico in genere messo in atto da due persone che non sono allo stesso livello.

È un atteggiamento che pone le distanze tra i ruoli ma non ostenta presunzione: indica una relazione confidenziale e affettuosa per questo spesso è accompagnato da un sorriso caldo e sincero.

Stringere la mano è dunque un atteggiamento da non prendere sottogamba: conoscere il significato di ogni sfaccettatura del gesto ci permette di riconoscere immediatamente le intenzioni altrui e magari nascondere le nostre!

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[Questo articolo è ispirato al libro

i messaggi segreti del corpo]

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Raffaele Morelli, noto psicoterapeuta e psichiatra italiano, è l'autore del saggio "Solo la mente può bruciare i grassi" edito da Mondadori nel 2016.