Potenziare la memoria nei bambini

L'apprendimento dei bambini può essere allenato attraverso l'uso di esercizi intensivi che migliorano non solo la memoria ma tutte le abilità del cervello.

 I bambini, si sa, hanno una memoria imbattibile: sono in grado di ricordare dettagli a cui noi adulti a stento facciamo caso, ripetere i colori di un disegno, canticchiare una musica ascoltata una sola volta e, neanche a dirlo, non dimenticano una sola parola dei discorsi di mamma e papà.

Il cervello dei bambini ha capacità impressionanti dalla nascita fino ai sette anni, periodo durante il quale sviluppano l'apprendimento di una lingua (spesso anche due), la coordinazione dei movimenti, i meccanismi della logica e del calcolo, la scrittura, l'interpretazione della gestualità e delle espressioni facciali, le dinamiche delle relazioni sociali. In poche parole, imparano a vivere.

[Ti consiglio anche: baby talk – perché imitiamo il linguaggio dei bambini]

Il cervello dei bambini può essere allenato.

Il cervello del bambino ha una plasticità che quello dell'adulto non possiede. Non solo. Da quanto emerge dai risultati di importanti ricerche, è possibile sottoporre i bambini ad attività che coinvolgano la memoria per potenziarla.

 

La conferma arriva da uno studio pubblicato su Journal of Neuroscience che ha analizzato l'abilità cerebrale dei bambini utilizzando un gioco di memoria. Esso prevedeva livelli di difficoltà via via crescenti per alcuni bambini e un unico livello, molto semplice, per altri.

I bambini sottoposti a esercizio intensivo hanno dimostrato, al termine dello studio, una capacità di memoria molto maggiore rispetto ai bambini dell'altro gruppo. Inoltre il potenziamento riguardava ogni tipo di attività e non soltanto il gioco a cui erano stati sottoposti.  

[Ti consiglio anche: come migliorare l'apprendimento nei bambini]

Gli esercizi di memoria potenziano l'attività elettrica del cervello

Il team del dott. Duncan Astle del Medical Research Council (MRC) ha approfondito questo interessante aspetto utilizzando un approccio più diretto. Attraverso la convergenza della magnetoencefalografia e di specifici software, è stato possibile analizzare le scansioni cerebrali dei bambini prima e dopo un intenso allenamento cerebrale e metterle in relazione ai cambiamenti del cervello.

  

L'analisi dei risultati ha confermato quanto già noto: nei bambini, un intenso esercizio del cervello modifica alcune connessioni cerebrali, in particolare quelle coinvolte in memoria e attenzione.

 

Il team ha però scoperto qualcosa di ancora più interessante.

A livello dei lobi frontale e parietale del cervello, esistono delle strutture che emettono un segnale elettrico ritmico che sincronizza l'attività di altre aree cerebrali.

Cosa significa questo? Il dott. Astle paragona queste strutture a un pacemaker: essere sono in grado di dare la spinta ad altre regioni cerebrali per contrallarne (e probabilmente ottimizzarne) l'attività.

 

Nei bambini sottoposti allo studio, i ricercatori hanno rilevato che il segnale elettrico ritmico di queste aree ha un'influenza maggiore ovvero risulta potenziato.

Saperne di più per affrontare i deficit di apprendimento nei bambini

Questo studio ha una rilevanza notevole nell'ambito delle patologie che coinvolgono deficit di apprendimento nei bambini: esso dimostra infatti che è possibile intervenire con esercizi intensivi per potenziare la memoria e migliorare le abilità complessive del bambino.

 

Un'ulteriore conferma, quindi, del fatto che la plasticità del cervello può rappresentare uno strumento molto valido nelle mani degli educatori al fine di potenziare le capacità dei bambini e soprattutto far fronte alle più comuni difficoltà nell'apprendimento. 

[Ti consiglio anche: i bambini imparano per imitazione]

 

Il contatto fisico allevia il dolore

Il contatto fisico allevia il dolore

Il contatto fisico nel momento del dolore determina sincronizzazione delle onde cerebrali, del respiro e della frequenza cardiaca. E c'è di mezzo l'empatia.

Gli uomini, le donne e la paura

Gli uomini, le donne e la paura

Gli uomini hanno meno paura delle donne: la scienza conferma il mito dell’uomo coraggioso esaltato fin dalla notte dei tempi. Il merito è del testosterone.

Emozioni contagiose: il legame biologico tra esseri umani

emozioni contagiose: il legame biologico tra esseri umani

Esiste la prova che le emozioni degli altri influenzano il nostro cervello: i neuroni specchio spiegano che l'empatia è la chiave per relazioni sociali felici.

Cyberbullismo:davvero i giovani sono esperti di internet?

Cyberbullismo:davvero i giovani sono esperti di internet?

Nativi digitali: esperti informatici o spaventati esploratori? Come guidare i giovani all'uso consapevole di internet e prevenire il cyberbullismo.

Uomini più creativi: è solo un pregiudizio

uomini più creativi: è solo un pregiudizio

Gli uomini sono più creativi, innovativi e coraggiosi: la scienza conferma che le gerarchie del lavoro si fanno in quattro per proteggere gli stereotipi.

Allergia agli acari della polvere: consigli pratici

Allergia agli acari della polvere: consigli pratici

Starnuti e naso chiuso al mattino, sintomi spesso dovuti all'allergia agli acari della polvere. Vediamo di cosa si tratta e soprattutto come rimediare.

I segnali dell'attrazione: lo sguardo

I segnali dell'attrazione: lo sguardo

Sguardo languido e sguardo penetrante: quando c'è di mezzo l'attrazione, uomini e donne sfoderano le proprie armi per sedurre. Conoscerle per riconoscerle.

Perché dormire fa bene al cervello

Perché dormire fa bene al cervello

Cosa fa il cervello quando siamo impegnati a dormire: recenti ricerche sottolineano l’importanza del sonno per contrastare le malattie neurodegenerative.

Come ricordare i sogni

Come ricordare i sogni

Alcune persone riescono a ricordare i sogni con maggiore facilità: il merito sarebbe delle onde alfa che rendono il cervello di alcuni sempre all’erta.

Ravviarsi i capelli

ravviarsi i capelli

Ravviarsi i capelli, a seconda del gesto, può significare ricerca di protezione o anche voglia di mostrarsi al meglio. 

Traumi, obesità, diabete: il peso del DNA dei nonni

Traumi, obesità, diabete: il peso del DNA dei nonni

Epigenetica: traumi vissuti ma anche disturbi metabolici come diabete e obesità possono essere trasmessi attraverso modifiche nell'espressione del DNA.

Mutazione genetica: così il coronavirus è passato all'uomo

Mutazione genetica: così il coronavirus è passato all'uomo

Molti virus, tra cui i coronavirus, trovano un serbatoio naturale nei pipistrelli ma è la mutazione genetica a conferire loro il potere di trasferirsi all'uomo.