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Il genitore perfetto

Il genitore perfetto

 

Secondo gli studiosi è comunicativo e affettuoso ma con la giusta dose di pugno fermo: è il genitore autorevole (attenzione: non ho scritto autoritario!), quello che con il metodo del bastone e della carota assicura ai propri figli un migliore rendimento scolastico, relazioni sociali più positive, maggiore livello di benessere psicologico e una minore probabilità di assumere comportamenti a rischio. Una nuova e sorprendente ricerca sostiene che genitori di questo tipo esercitino un’influenza positiva non solo sui propri ragazzi ma anche sui loro amici.

 

Autorevolezza e benefici: il peso dei genitori

Premesso che non è mai possibile distinguere genitori buoni da genitori cattivi per un ruolo che è forse il più difficile da sostenere, lo studio proveniente da autorevoli università statunitensi (università della California, di San Diego e Harvard) classifica i genitori in quattro categorie valutando due aspetti fondamentali: l’affettività e il calore da una parte e la capacità di controllo dall’altra. Secondo questi criteri, i ricercatori distinguono i genitori in:

 

  • autorevoli: sono affettuosi e comunicativi ed esercitano un appropriato controllo sui figli
  • permissivi: sono affettuosi ma mancano di pugno fermo
  • autoritari: esercitano un controllo molto rigido senza adeguato coinvolgimento emotivo
  • negligenti: sono carenti sia a livello affettivo sia a livello di regole

 

Per lo studio, i ricercatori si sono concentrati sul confronto tra i due estremi – genitori autorevoli e genitori negligenti – che ha condotto a risultati notevoli.

 

Se gli adolescenti frequentano amici le cui madri sono considerate autorevoli hanno il 40% in meno di probabilità di bere fino a ubriacarsi, il 38% in meno di partecipare a binge drinking (bere cinque o più bevande alcoliche in successione) e una minore probabilità di iniziare a fumare (-39% per le sigarette, -43% per la marijuana).

 

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L’importanza di regole e pugno fermo

Un atteggiamento genitoriale basato su una buona combinazione tra affettività ed educazione al rispetto delle regole ha dunque conseguenze positive anche sugli amici dei propri figli. Ma come si spiega questo effetto? Gli esperti affermano che molto spesso i ragazzi riescono a modulare i propri atteggiamenti sulla base di un confronto esterno alla famiglia – tanto più che per gli adolescenti i propri genitori sono sempre i peggiori. Essere anche solo spettatori di un buon dialogo tra un coetaneo e sua madre rappresenta per ogni giovane un momento di profonda analisi personale, il metro di giudizio con il quale rapportarsi ai propri genitori, l’occasione per prendere le distanze da un conflitto che non lo coinvolge in maniera diretta e sviluppare così opinioni più corrette.

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È necessario quindi seguire i propri figli a trecentosessanta gradi preoccupandosi non soltanto dell’impatto che le regole possono avere su di loro ma anche e soprattutto delle conseguenze emotive che ogni situazione ha sulla personalità. È importante lasciare loro il giusto spazio nella misura in cui meritano fiducia, ma è altrettanto importante fissare delle regole senza che la componente affettiva del genitore prevalga sulla decisione.

È soltanto in questo modo, con la coerenza e l’esempio, che i ragazzi acquisiscono maggiore autostima e capacità di confronto. Ma se proprio non si è in grado di essere dei genitori perfetti, ci si può preoccupare almeno di osservare i genitori degli altri!

 

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