Traumi familiari e coincidenze di date

Alcuni traumi familiari si verificano negli stessi periodi: secondo gli esperti, le coincidenze di date sarebbero dovute a una memoria transgenerazionale.

 La vita è fatta di eventi programmati ma anche di imprevisti e sorprese che sconvolgono le nostre giornate con un impatto più o meno forte. Eppure non tutto è classificabile entro i due concetti di "programmato" e "casuale": esiste un limbo ancora poco esplorato nel quale si rifugiano quegli eventi che sembrano accadere per caso ma che, per qualche motivo, non riusciamo a chiamare coincidenze. Episodi che lasciano il segno e di cui ci rendiamo conto solo molto tempo dopo. C'è chi crede fermamente nella concatenazione degli eventi, chi snobba questo tipo di discorsi e chi invece cerca di saperne di più.

 

Il modo migliore per alienare i dubbi è sempre quello di approfondire le proprie conoscenze partendo da dati certi o comunque studi che abbiano una base scientifica.

Le teorie che ruotano attorno alle false coincidenze sono diverse ma in questo articolo approfondiremo in particolare il ripetersi di eventi traumatici da una generazione all'altra della stessa famiglia.

I traumi possono essere trasmessi da una generazione all'altra

La psicologa francese Anne Ancelin Schützenberger ha approfondito gli studi nello strano ambito delle coincidenze rovistando tra archivi e rapporti ospedalieri di Francia e Canada.

La professoressa ha raccolto i risultati dei lunghi anni di ricerca nel libro "La sindrome degli antenati" nel quale rivela che esisterebbe una relazione tra i traumi familiari e le date in cui essi si verificano.

 

In realtà il fenomeno è già stato sottolineato da diversi esperti nel corso degli ultimi decenni ma non si riesce ancora a comprendere quale sia la causa che rende possibile il verificarsi di eventi traumatici negli stessi momenti dell'anno o addirittura nello stesso giorno.

 

Spesso, in presenza di eventi traumatici, gli specialisti ricorrono alla storia familiare per investigare l'origine di alcuni comportamenti. Subire una violenza, magari da piccoli, può condizionare l'intera vita di un individuo anche se quell'esperienza viene seppellita nell'incoscio tanto da non ricordarla neppure. Il nostro vissuto ci condizionerà per tutta la vita.

Ma come spiegare invece gli effetti sulla nostra vita di traumi vissuti dai nostri antenati?

Coincidenze di date

Un esempio molto forte di trauma transgenerazionale è fornito dalla piccola Natalie, una bambina di tre anni e mezzo che, durante una seduta psicoanalitica, disegna una maschera antigas pur non avendone mai vista una. Nel suo disegno, Natalie rappresenta il mostro che di notte le impedisce di dormire. Ripercorrendo la sua storia familiare, gli specialisti hanno scoperto che un prozio della bimba era morto intossicato dal gas durante la Prima Guerra Mondiale proprio nel giorno del compleanno della bambina. Dell'evento non si era mai parlato in famiglia, quindi Natalie non poteva aver captato informazioni dai discorsi degli adulti, né poteva immaginare cosa fosse e come disegnare una maschera antigas.

 

Ciò che però sconvolge maggiormente le nostre certezze, è la coincidenza di date.

 

Gli esempi di simili coincidenze di date sono numerosi e studiati da molti secoli.

Gli eredi dei soldati di Napoleone, ad esempio, soffrivano di angosce e incubi quando si avvicinava la data della sconfitta della campagna di Russia. I pochi soldati sopravvissuti avevano interiorizzato l'evento traumatico trasmettendolo in qualche maniera alla discendenza. Anche in questo caso non può trattarsi di semplice condizionamento psicologico dovuto ai racconti delle esperienze vissute e tramandate da una generazione all'altra poiché la coincidenza delle date pone un punto interrogativo inalienabile.

 

Ma com'è possibile che le esperienze dei nostri antenati condizionino la nostra vita a tal punto?

Il professor Maurizio Gasseau, docente all'Università di Aosta e all'Università di Torino, spiega che ognuno di noi possiede una matrice di antenati, una sorta di schema che permette la ripetizione di comportamenti e immagini ereditate attraverso le generazioni. Questa matrice attiva in noi comportamenti inconsci che permettono il ripetersi degli eventi.

 

In realtà non è ancora possibile fornire una spiegazione chiara e univoca di questi eventi. Secondo le ipotesi della professoressa Schützenberger, alcuni eventi restano in sospeso nella nostra memoria e si tramandano attraverso le generazioni. In genere si tratta di qualcosa che non riusciamo ad accettare come malattie devastanti o morti improvvise. "È quando diciamo: se avessi chiamato prima il dottore, se avessi chiamato l'ospedale, se avessi detto quella cosa [...]. Ecco, questi "se" restano dentro di noi e dentro i nostri successori fino a quando non vengono risolti".

 

È possibile quindi che traumi, ingiustizie e paure si trasmettano da una generazione all'altra attraverso una memoria inconscia creando sconcertanti coincidenze di eventi e date. Il tutto a nostra insaputa che diventiamo vittime inconsapevoli del passato dei nostri antenati.

 

"Siamo molto meno liberi di quanto immaginiamo", afferma la prof.ssa Schützenberger, ma fino a che punto questo sia vero non è ancora possibile stabilirlo.

 Questo articolo è basato sul libro

"Le carezze cambiano il DNA di Roberto Giacobbo"

Trovi  qui la mia recensione al libro

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