il potere della voce

 «Francamente me ne infischio» diceva un affascinante Rhett Butler lasciando per sempre Rossella nella scena finale di Via col vento. Un uomo che andava oltre le regole bypassando i limiti della legalità per il proprio tornaconto, che si faceva beffe degli ideali dei combattenti e della correttezza nei confronti dei suoi simili, un uomo sfrontato fino alla maleducazione che ha segnato il cuore di migliaia di spettatrici negli anni Cinquanta. E non è il solo. Dal cinema alla realtà, il bello maledetto – l’uomo meno raccomandabile e perciò più odiato dai genitori delle ragazze – è sempre seguito da una scia di pretendenti che se lo contendono. Probabilmente non è soltanto l’aspetto fisico ad attrarre le donne, ma qualcosa che dimora negli atteggiamenti, nella sicurezza, forse anche nella spavalderia che essi mostrano.

E nella voce.  

La voce maschile, quando è modulata su tonalità più basse, è un indicatore di attrazione

Lo rivela una ricerca proveniente dalla Mc Master University (Canada) e guidata dal ricercatore J. O’Connor secondo la quale il tono di voce di un uomo può dare indicazioni anche sulla sua condotta.

 

Lo studio ha coinvolto 87 donne alle quali è stato chiesto di ascoltare diverse voci maschili allo scopo di individuare gli uomini che pensavano fossero più ingannevoli come partner. Le voci erano state manipolate elettronicamente per variarne l’altezza in modo da valutare le differenze in base a questo parametro.

In una seconda fase dello studio le donne hanno scelto le varie voci distinguendo gli uomini che credevano più adatti per una relazione a breve termine da quelli più propensi a unioni stabili come il matrimonio.

 

In relazione ai risultati ottenuti, i ricercatori hanno riscontrato che le voci basse sono associate in maniera istintiva a uomini più ingannevoli (prima fase) ma, nonostante questa consapevolezza, le donne hanno scelto maggiormente quel tipo di uomo per relazioni a breve termine (seconda fase) indicando quindi che le voci basse sono più attraenti.

Perché il tono basso nella voce maschile attrae le donne?

Secondo i ricercatori, i risultati ottenuti attraverso gli esperimenti rivelano un atteggiamento da parte delle donne che può essere spiegato in un’ottica evolutiva. Ragionando in termini di accoppiamento in funzione della procreazione, ogni essere vivente sviluppa comportamenti che aiutano a scegliere il partner migliore, quello che potrebbe essere dotato di un corredo genetico più adatto da trasmettere alla prole.

In genere in natura è la femmina che sceglie il maschio in base a caratteristiche specifiche che mettono in risalto aspetti legati per esempio alla forza, alla potenza, alla velocità, evitando i maschi che sembrano meno idonei.

La sensibilità che la donna ha sviluppato nell’ascoltare la voce maschile potrebbe, in quest’ottica, rappresentare un “meccanismo di protezione” per individuare – e quindi evitare – partner che non siano in grado di sostenere a lungo la relazione.

Lasciarsi attrarre o diffidare della voce maschile?

Abbiamo detto che i toni bassi della voce maschile attraggono le donne, come può quindi essere spiegato il “meccanismo evolutivo di protezione”?

Per rispondere a questa domanda dobbiamo ricordare che gli esseri umani, a differenza degli altri animali, non si accoppiano unicamente a scopo procreativo: come afferma anche la Chiesa cattolica, “l’accoppiamento ha scopo unitivo e procreativo”.

Prima di tutto, quindi, il rapporto sessuale nella specie umana ha la funzione di unire, avvicinare in maniera intima l’uomo e la donna. Solo in un secondo momento l’unione raggiunge lo scopo procreativo.

E qui si apre un mondo. Cosa si intende oggi per unione di coppia? Quanto dura una relazione stabile? Quale importanza hanno le relazioni a breve termine?

È sulla base di queste riflessioni che trovano fondamento i risultati dello studio canadese. Uomini e donne ormai da tempo vivono l’unione come non più finalizzata al “per sempre”, liberi di scegliere guidati unicamente dall’attrazione fisica quando si tratta di una relazione breve. Se lo scopo non è quello di creare una famiglia, vengono quindi giustificati gli istinti che ci guidano verso l’altro sesso sulla strada della pura attrazione fisica che, a quanto pare, esercita il suo potere sugli uomini quanto sulle donne.

 

 

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